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Operazione tangram

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E’ stato bel-lis-si-mo!!!

Per la prova di gruppo di Matelsup2 sul tangram abbiamo deciso di fare una breve presentazione del famoso gioco cinese e di analizzarne diverse possibili applicazioni. Osservando e studiando i lavori degli altri gruppi abbiamo deciso di concentrarci sugli usi più improbabili. Le UDA di matematica e geometria sono infinite… per questo abbiamo scelto di illustrare un’UDA diIitaliano realizzata nella mia classe seconda lo scorso anno. Io e le due maestre delle seconde paralelle avevamo già deciso a inizio anno di inserire un’attività sul Tangram, ma l’idea di metterla in atto in una lezione di Italiano è stata come sempre della mitica maestra Maria.Il programma d’Italiano prevedeva il racconto settimanale delle avventure del Capitano Angelo De angeli che in quell’occasione il capitano si era trovato al cospetto di un saggio cinese che gli avrebbe fatto scoprire una delle doti necessarie a diventare un grande eroe e a scoprire la sua vera identità. Il capitano aveva dovuto cimentarsi con i 7 tan, ovvero i pezzi che costituiscono il tangram, la cui traduzione in italiano è Sette Pietre della Saggezza. Se vi state chiedendo cosa c’entri la saggezza con quello che smebra un gioco pe rbambini, provate a cimentarvi nella composizione di qualche figura… scoprirete che l’unico trucco per riuscire è avere molta pazienza… e la pazienza è la dote principale di un saggio!

La prova prevedeva anche di somministrare, a qualcuni la composizione di alcune figure, filmarlo durante l’esecuzione e trascrivere pensieri, passaggi logici e intuizioni. Anche in questo caso abbiamo voluto concentrarci su qualcosa di inusuale: il tangram in età prescolare. Dato che la più grande delle mie bambine sta per compiere 4 anni ed è pienamente immersa nel suo mondo della scuola dell’infanzia, mi sono proposta per la realizzazione del video.

Anna Giulia ed io ci siamo divertite tantissimo a disegnare, tagliare e colorare il tangram ed è stato veramente bello scoprirla dotata e intuitiva nella composizione di una figura!

Per qualche giorno lascerò il video disponibile su youtube a questo link

http://www.youtube.com/watch?v=ZDTaB9iYk3o

La cosa più bella che porto a csa da questa attività è che fare le cose coi bambini crea complicità e, perchè no, ricordi importanti da custodire!!!!

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Un genio in fucsia: in viaggio tra Munari e Barbie

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Ho scelto di sottoporre l’intervista al genio (geometrico) della porta accanto a mia cognata. Conosco Maria Chiara da quando era bambina e estro e creatività sono le doti che maggiormente la contraddistinguono. Con l’intervista abbiamo avuto l’occasione di percorrere a ritroso i suoi giochi , ma soprattutto ci siamo soffermate sui progetti realizzati durante gli ultimi tre anni all’accademia di Brera, dove sta studiando design. E’ stato interessante riscontrare anche nel suo percorso molti degli elementi presenti nell’esame di Matelsup2; infatti abbiamo potuto analizzare la scoperta delle forme geometriche nella natura e nell’arte. Ma ciò che più mi ha colpito è stata la scelta del suo titolo di tesi e da quando me lo ha comunicato avevo deciso che sarebbe stata lei il mio genio geometrico; il suo lavoro si intitola infatti I CAN BE BARBIE, si tratta di un viaggio nella storia della mitica bambolo americana e di un’analisi del cambiamento delle sue forme. Il lavoro di analisi del corpo di Barbie è stato molto lungo e importante, infatti il progetto pratico che presenterà in sede d’esame sarà una cucina che riprenderà le forme sinuose della dol più glam che ci sia. Ho potuto seguire il suo studio, iniziato sui libri patinati con la storia di Barbie e proseguito poi sui fogli bianchi pieni di bozzetti e idee per il progetto; oggi ho visto la realizzazione in 3D con autocad… perchè per me è geniale? perchè è qualcosa alla quale io non avrei pensato, che non sarei in grado di fare e che trovo assolutamente innovativo. Ma soprattutto trovo che sia geniale perchè fa ciò che ama!

I miei lavori

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ecco i link alle pagine dove sono pubblicati tutti i lavori preparati per l’esame:

MATELSUP1

lavori personali

http://matelsup1-2012.wikispaces.com/DESPRETZ+Catherine

lavori di gruppo

http://matelsup1-2012.wikispaces.com/Despretz%2C+Maffioli%2C+Maura

MATELSUP2

lavori personali

http://matelsup2-2012.wikispaces.com/DESPRETZ+Catherine

lavori di gruppo

http://matelsup2-2012.wikispaces.com/M2+-+DESPRETZ%2C+MAFFIOLI%2C+MAURA

Il mio rapporto con la geometria

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Per la presentazione sul mio rapporto con la geometria ho seclto di mettere come sfondo tutti quadri che ho avuto modo di conoscere grazie al corso di Storia dell’arte e al lavoro di gruppo sulle forme geometriche nella storia dell’arte; pensavo fosse un bel modo per esprimere a che punto sono con la geometria! La geometria euclidea mi è sempre piaciuta e, mi sembrava di scoprirne le regole quasi per intuizione. Ho ripercorso con la memoria i miei anni scolastici e ho trovato valide le stesse conclusioni su buoni e cattivi maestri tratte nell’articolo sul mio rapporto con la matematica. Fin dalle medie ho sofferto perchè non riuscivo bene in educazione tecnica e la rappresentazione delle figure e degli spazi mi sembrava qualcosa al di sopra delle mie capacità… da neosposa, la costruzione della nostra futura casa, ha richiesto che mi impegnassi per capire le piante e per realizzare il progetto proprio come lo volevamo. Ho anche avuto modo di usare Iplozero per provare ad arredare la casa! Come per la matematica, così per la geometria, da mamma e insegnante voglio che le mie figlie e i miei alunni scoprano la geometria nella realtà e sappiano coniugarla alla loro fantasia. Ma la vera bellezza della geometria la troviamo quando non ce l’aspettiamo… Anna Giulia riconosce in una casa un triangolo e un quadrato o quando rimane a bocca aperta esclamando all’interno del Pantheon: “Mamma guarda, c’è un cerchio sopra l a nostra testa per osservare il cielo!”

Forme geometriche e forme dell’arte

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Ho iniziato qualche giorno fa il mio percorso alla ricerca delle forme geometriche nella storia dell’arte. Il tema mi ha affascinato sa subito e ho iniziato a fare ricerche in merito. Dalla prima documentazione trovata ho scoperto i significati che le quattro principali forme geometriche hanno assunto dall’antichità ad oggi nella storia dell’arte.

Da principio tutte queste forme mi hanno fatto pensare ai quadri astratti di Veronesi e Klee e ad alcune opere della Bauhaus di Kandinsky. Ricercando su internet e affidandomi alla consulente di arte (mia cognata che frequenta l’acacdemia di Belle arti) ho scoperto che da Cezanne in poi si sussegguirono, lungo le diverse correnti delle avanguardie, una serie di ricerche volte a scoprire i rapporti tra le forme geometriche e la bellezza dell’arte. Così Cezanne impostò i suoi studo per la definizione del rapporto aureo che avrebbe, secondo il pittore, conferito perfezione alle grandi opere dell’antichità.

Con Picasso ha inizio l’operato dei cubisti che studiano le forme e i libri di grandi matematici come Poicarè e Jouffret per arrivare alla scoperta di quella che loro definiscono La quarta dimensione: si finisce per abbandonare il mondo naturalista delle tre dimensioni per dedicarsi alle proprietà geometriche delle figure a due dimensioni. È quella rivoluzione del senso della spazialità che ottiene il volume in maniera geometrica attraverso una serie di piani; viene così sostituita la prospettiva propriamente detta con una planimetria, imprimendo inoltre al quadro una rotazione di 90°. Al di fuori del contesto parigino e secondo un diverso punto di vista, si sviluppa la riflessione geometrica di Kandinsky che troverà il suo massimo punto d’arrivo nell’attuazione del movimento del Bauhaus. La riflessione sulla forma abita l’opera dell’artista russo, accompagnando il suo percorso artistico. come scriveva l’artista: “…lo spirito creatore (che possiamo chiamare spirito astratto) riesce ad aprirsi un passaggio dapprima in un’anima, poi nelle anime, suscitando una nostalgia, un impulso interiore… Da quell’istante, consapevolmente o inconsapevolmente, l’uomo si mette a cercare una forma materiale per il nuovo valore che vive in lui in forma spirituale…le forme che lo spirito sottrae alla materia per incarnarsi si lasciano facilmente distribuire nello spazio compreso tra i due poli seguenti: la grande astrazione e il grande realismo”. Con Kandisky, e successivamente col suo allievo Klee, la line si libera e da elemento accessorio diventa elemento essenziale che conserva tutta la sua forza. E’ questo il punto di partenza per le opere di Veronesi e Malevic.

Realizzare questo lavoro è stato estremamente interessante per giungere alla conclusione che i modelli matematici erano quindi più noti di quanto si pensi agli artisti protagonisti della prima metà del Novecento.

Pronti, partenza…via!

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Continuavo a ripetermi: “lo preparerò per la prossima sessione…”, “dai, contatto il prof. e nella sessione invernale sostengo l’esame…” ma non mi decidevo mai a farlo. Poi ho conosciuto Maria, la mia socia in questa avventura di numeri e fantasia, e grazie a lei eccomi qui ad iniziare il mio blog matematico. Poi abbiamo coinvolto anche Francesca e… questa volta è deciso: abbiamo scaricato le guide per la preparazione dell’esame, ci siamo date gli appuntamenti per preparare le attività e ho aperto il mio blog! Vi terrò aggiornati sul mio percorso matematico e aggiungerò di volta in volta tutti i materiali che potranno essermi ed esservi utili per fare e capire.

buoni e cattivi maestri

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Come può una materia essere prima amata e poi odiata così tanto da convincersi di essere proprio negati per i numeri? attenzione, la risposta che mi sono data nel mio viaggio a ritroso nel mondo dei numeri è pesante… soprattutto considerando che sono anch’io un’insegnante… ma credo porpio che la responsabilità primaria sia dei buoni e dei cattivi maestri! I successi portano alla soddisfazione e all’interiorizzazione; così ocme gli insuccessi provocano delusione e sommati, uno dopo l’altro, si arriva alla rinuncia: nessuno combatte per una guerra persa in partenza.

La mia prima maestra, Maria Letizia, era eccezionale e con lei ho imaprato ad amare il rigore della matematica, scoprendo la bellazza del ripetersi di schemi che potevano ampliarsi e modificarsi continuamente, ritornando però sempre a regole determinate. Poi alle medie ho scoperto la geometria legata alle formule matematiche… un universo favoloso… peccato che l’allora professore di arte non avesse pensato di farci notare l’uso delle forme geometriche nell’arte… le sue lezioni sarebbero state molto più fantasiose e interessanti ed io avrei scoperto molti anni prima l’amore per gli artisti contemporanei, che a differenza di quanto pensavo prima, non hanno creato nulla a caso. E poi la scuola magistrale psico-pedagogico con un alternarsi continuo di professori di matematica, dal quell’ometto vestito di verde e marrone che per un intero annocontinuò a ripeterci che qualsiasi numero moltiplicato per zero ha come risultato zero (questa regola lo affascinava particolamente, ma non riuscì proprio a trasmetterci nessuna motivazione a ricercarne le radici… del resto, diceva proprio lui, non eravamo un liceo scientificpo) e poi la vicepreside che ricordava molto la maestra toccata alla povera Heidi… con la piccola differenza di fumare spudoratamente in classe. Fu lei a darmi la prima insufficienza…e non un 5, ma un bel 2 scritto in grosso sulla prima pagina del foglio protocollo… non seppe spiegarmi i miei errori… non credo le interessasse minimamente che io volessi capire dove avevo sbagliato… così, da allora, collezionai una serie di insucessi e se all’inizio prevaleva lo sconforto, alla fine ci avevo fatto il callo: non ero portata per la matematica! Ma ecco riaccendersi la speranza col professore che arrivò in quarta: un giovane, motivato, con una grande fede (non solo nell amatematica) e un grande amore verso la sua professione che dimostrava con un affetto quasi paterno verso noi studentesse un po’ isteriche e sfacciate. Era l’anno della trigonometria, mi sembrava di aver riscoperto la stessa passione per le formule geometriche imaparate alle medie e le ipotesi sulla mia incompetenza svanirono… per tornare l’anno successivo quando ci ritrovammo a dover seguire le lezioni di una donna stanca e arrabbiata col sistema scolastico italiano. Non capivo nulla delle sue lezioni e l’unica cosa che seppe davvero trasmettermi al 100% fu il suo totale disinteresse verso il suo mestiere e verso di noi. Così anch’io mi disinteressai della sua materia: probabilmente i limiti non erano inclusi nel mio dna e quella limitata ero io! Arrivai alla maturità impreparata…ma del resto non eravamo un liceo scientifico e la commissione non fu insistente, chiese a tutte le mie 19 compagne e a me la stessa formula che avevamo iparato a memoria! Che sollievo andare all’università, dove avrei fatto ciò che volevo io… o perlomeno così credevo io… statistica, marketing, economia politica… quanta matematica! E che scoperta: se studiavo, se rifacevo 10, 100 vvolte gli esercizi, alla fine capivo… e ogni volta appreso un argomento si aprivano collegamenti e capivo di più. Poi l’incontro col prof. Carlo Beretta di cui però vi ho già raccontato.
Oggi sono una mamma che gioca molto con la matematica: io e la mia bambina di quasi quattro anni contiamo tutto ciò che ci capita, sommiamo, sottraiamo, dividiamo… certo non uso questi termini, ma coi bambini è facile vedere la vita quotidiana come un gioco e quindi: se vuoi che ti aiuti a finire i maccheroni facciamo un gioco: sono 4 trova un modo perchè io e te ne mangiamo in modo uguale…oppure, raccogliamo le foglie dell’autunno… e poi le dividiamo per colore e facciamo tante pile di 10… muoviamo tanto le dita, impariamo che se la mia mano è aperta tuta quello è un 5 e posso ripartire a contare la seconda mano da 6… non c’è un metodo (bè… nella mia mente c’è qualcosa che gli somiglia… ma si tratta di una cosa da mamma non da pedagosista) ma l’importante è trovare nella realtà che circonda uno spunto, per meravigliarci e renderci conto di quanti legami esistono fra ciò che vedo e tocco e ciò che posso fare e capire! Anche come maestra credo che il bello sia partire sempre dalla realtà: quando i bambini hanno un aggancio con la realtà la loro comprensione delle cose è più vera e l’astrazione che riescono a fare successivamente è, a mio parere più alta!